2022-01-14

ALLUVIONE IN VALTELLINA, il "caso" Remo Gaspari nel volume di Orletti


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Mercoledì 22 luglio Zamberletti riferisce alla Camera  
sull’alluvione. I morti accertati sono quattordici, i dispersi diciassette, gli sfollati seimiladuecento. I danni arrivano

a 1500 miliardi di lire. 
Ma sono tutte cifre indicative. Ancora si scava nel fango, le pattuglie dei cinofili non smettono di cercare. I cani perlustrano ogni centimetro quadrato. Il resoconto di Zamberletti è inquietante". C'è tanta Valtellina, con un focus ricco di ghiotti retroscena sull'alluvione del 1987, la macchina dei soccorsi e i corridoi della politica, nel nuovo libro di Mauro Orletti edito da Exorma, casa editrice romana. Al centro, la figura del discusso ministro Remo Gaspari, a 100 anni dalla nascita e a dieci dalla scomparsa. 
 Il giorno in cui si riordina la soffitta della memoria saltano fuori dalla scatola dei ricordi, anche frasi che hanno significato qualcosa. E supponiamo che la frase di tale professoressa Rapposelli “supponiamo di supporre un metro lungo due metri”, suggerisca che certi fatti non funzionino con il sistema bianco/nero o vero/falso. La realtà difficilmente si presta a letture unilaterali e il giudizio, di conseguenza, si fa incerto.

Supponiamo che l’autore di questo libro decida che sia conveniente adottare la logica di “un metro lungo due metri” per affacciarsi in modo eccentrico sulle vicende personali e nell’intimità domestica di Remo Gaspari notabile di stazza della Prima Repubblica, sedici volte ministro, protagonista assoluto nella gestione dell’alluvione in Valtellina nel 1987; un personaggio buffo e antipatico, innocuo e autoritario, definito “ministro dell’asfalto e del cemento” (Antonio Cederna), tra i maggiori simboli della decrepitezza civile e morale di un sistema di potere (Michele Serra), notabile di grande stazza la cui unica competenza conosciuta è quella in clientele (Giorgio Bocca).

La vita privata di Gaspari e l’intimità domestica condivisa con la moglie e il figlio, gettano però una luce diversa sul personaggio pubblico, che viene raccontato senza cercare di dirimerne le ambiguità. E in questo girare attorno alla sua vita il racconto si abbandona a una forza centrifuga che spinge verso altre vicende e altre figure e diventa il pretesto per evocare gli anni ’40, la Democrazia cristiana, i dorotei, le Brigate rosse, De Mita e il “rinnovamendo”, gli anni ’80, il rampantismo socialista, Craxi, Lupo Alberto, l’amaro Ramazzotti e Maurizio Cattelan.

I fili della narrazione sono innumerevoli, dipanati e intrecciati a seconda dei casi, talora sovrapposti. Entrano in gioco questioni che coinvolgono l’autore a tal punto da indurlo a mettere in pagina perfino stralci autobiografici, in rapporto più o meno diretto con la figura di Gaspari, abruzzese come lui.

Mauro Orletti è nato a Chieti nel 1977. Si è laureato in Giurisprudenza a Bologna, dove vive e lavora. Ha collaborato con la rivista “L’Accalappiacani. Settemestrale di letteratura comparata al nulla” (Deriveapprodi). Nel 2014 ha pubblicato con Quodlibet, nella collana “Compagnia Extra”, Piccola storia delle eresie. Per “La Vita scolastica” (Giunti scuola) ha scritto la favola A testa in giù. Il suo ultimo libro Guida alle reliquie miracolose d’Italia è uscito nel 2018 per Quodlibet. È presente in varie antologie fra cui “Almanacco Festivaletteratura”. Ha collaborato alla serie di Sky Arte “Sacra Bellezza”, sei episodi ai quali ha partecipato come ospite fisso.

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