2021-09-11

Nasce la Casa dell’Arte a Morterone





Gianfranco Colombo - A Morterone è stata inaugurata qualche settimana fa, la Casa dell’Arte. E’ stata fortemente voluta dall’Associazione Culturale Amici di Morterone, che hanno così dato vita ad uno spazio espositivo in cui vengono presentate opere di artisti internazionali appartenenti a diverse generazioni che hanno partecipato sin dalla metà degli anni ’80 a rigenerare ed animare la vita culturale di Morterone. L’attività dell’Associazione Culturale Amici di Morterone ha avuto inizio nel 1986, con l’inaugurazione  a Morterone della prima mostra d’arte contemporanea intitolata “Una ragione inquieta”. Tutto nasceva grazie alla passione del poeta Carlo Invernizzi (1932-2018). Definire Carlo Invernizzi solo come “poeta” è piuttosto riduttivo; il suo, infatti, è stato un culto totale della bellezza che toccava sì la poesia ma anche la filosofia e la scienza. E questo suo amore per la bellezza trovò il luogo ideale proprio a Morterone. Con la mostra del 1986, l’Associazione Amici di Morterone iniziò a operare creando un museo all’aperto con l’installazione di oltre trenta opere di pittura e scultura di artisti italiani ed europei per abbellire il territorio nel rispetto della sua incontaminatezza e per far rivivere la comunità a partire dalle proprie radici, rendendo così Morterone un’autentica “soglia poetica”. 

Tutto questo è stato possibile grazie al progetto di Carlo Invernizzi e alla sua concezione della poetica della “Natura Naturans”, che vede nell’operare degli uomini un’azione di conoscenza,che pone al centro delle proprie riflessioni l’uomo e la sua capacità di percepire e sentire ciò che gli sta intorno non come un qualcosa di estraneo, ma come parte integrante del divenire vitale. Si è così concretizzata l’idea di fare di Morterone un luogo privilegiato dell’arte contemporanea. Artisti di grande spessore hanno trasformato un gruppo di case in mezzo ai prati e la natura che le avvolge in una galleria d’arte a cielo aperto.

 Il percorso espositivo della Casa dell’Arte si ricollega alle mostre presentate a Morterone nel corso dei decenni. Nella prima sala al piano terra le opere di Rodolfo Aricò dialogano con quelle di Carlo Ciussi e Mario Nigro accanto alle “grafie dell’essere” di Dadamaino e alle “tracce” di Riccardo De Marchi. Il ritmo della pittura di Alan Charlton e Niele Toroni coinvolge l’ambiente circostante.  Nella sala adiacente vengono presentate le ricerche visuali e percettive di Enrico Castellani, Gianni Colombo, François Morellet e Grazia Varisco, mentre nella sala successiva sono esposti i bianchi monocromi di Riccardo Guarneri, Angelo Savelli e Antonio Scaccabarozzi. I segni archetipici di Gianni Asdrubali conducono al piano superiore, dove si trovano le opere di Pino Pinelli, Bruno Querci, Raffaella Toffolo e Francesco Candeloro. Proseguendo il percorso espositivo incontriamo, nella prima sala, le superfici pittoriche di Bernard Frize, Günter Umberg ed Elisabeth Vary e nella sala accanto la pittura di Nelio Sonego è posta in dialogo con il disegno a pastello di David Tremlett, a cui si contrappone l’opera di Lesley Foxcroft. L’ultimo piano è dedicato alle sculture di Rudi Wach e ai progetti di Riccardo De Marchi, Alan Charlton, Mauro Staccioli e Michel Verjux. 


Inoltre, sono esposti i bozzetti di interventi di Igino Legnaghi e David Tremlett, già presenti nel Museo di Arte Contemporanea all’Aperto, oltre alle immagini fotografiche di Luigi Erba. Le poesie di Carlo Invernizzi accompagnano il visitatore lungo l’intero percorso espositivo. All’esterno della Casa dell’Arte sono state installate le opere di Nicola Carrino, François Morellet e Ulrich Rückriem, mentre le ceramiche di Gianni Asdrubali sono esposte in località Pradello. L’attività proposta dall’Associazione Culturale Amici di Morterone è volta a mettere in risalto la possibilità e la volontà di una crescita armonica di uomo e ambiente: gli interventi ed i contributi realizzati da ciascun artista, in tempi e spazi diversi e secondo le proprie specificità, si pongono nell’ottica di un dialogo totale col paesaggio. Morterone è  divenuto così un luogo privilegiato, della geografia e della mente. Carlo Invernizzi, nel rigore del suo attaccamento viscerale alla poesia, ha saputo compiere il miracolo e così oggi «abbellito con opere d’arte della più pura creatività, Morterone è segnale di poesia».

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