2021-04-20

Intitolazione a Giordano Azzi dei giardini di via Anzani a Como

Domani, mercoledì 21 aprile, alle ore 15 sarà svelata la targa che intitola i giardini di via Anzani al professor Giordano Azzi. La cerimonia si svolgerà nel rispetto delle attuali disposizioni sanitarie, alla presenza del Sindaco Mario Landriscina e di un ristretto numero di invitati, tra i familiari, i rappresentanti delle associazioni proponenti e il professor Vincenzo Guarracino, poeta, saggista, traduttore.

Giordano Azzi, scomparso nel 2002, era nato a Como nel 1910. Proveniva da una famiglia di umili origini e dimostrò presto una vivacissima intelligenza: da studente-lavoratore arrivò a laurearsi a pieni voti in ingegneria elettrotecnica industriale al Politecnico di Milano.
Lavorò nel settore dei trasporti ricoprendo ruoli direttivi in Stecav, Navigazione Lariana, Ferrovie Nord Milano e fece parte dei Consigli di Amministrazione di società del Gruppo Edison, del Banco Lariano e della Banca Popolare di Milano. Prima dei sessant’anni decise di lasciare ogni incarico per tornare all’insegnamento e ai suoi amati studi di matematica e fisica, di letteratura e poesia.

Convinto assertore fin dagli anni ’20 degli ideali dell’Esperanto come lingua universale e come strumento per il cosmopolitismo che si affacciava sulla scena mondiale, rappresentò ai più alti livelli il movimento nazionale e internazionale e, nella nostra città, fu animatore, poi con l’amico Aldo De Giorgi, del Gruppo Esperantista Comasco. Si dedicò anche alla produzione poetica e curò la prima antologia della letteratura italiana tradotta in esperanto, edita nel 1987.

All’inizio degli anni Settanta fu il primo presidente della Famiglia Comasca, iniziativa nata dalla passione di Piero Collina, nonché il primo presidente dell’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione, esito di un pluriennale lavoro di organizzazione dell’amico Giusto Perretta. In tutti questi contesti Giordano Azzi si spese secondo il suo stile personale con l’obiettivo di ampliare l’orizzonte, di stimolare il dialogo, di evitare qualsiasi dogmatismo.

Come già il padre prima di lui, si impegnò nell’amministrazione comunale della città: fu consigliere per il Partito Socialista (dal 1970 al 1975) e assessore all’Edilizia nella prima giunta Spallino (dal 1970 al 1972). Negli ultimi anni della sua vita raccolse anche molti riconoscimenti in campo scientifico e culturale, e nel 1987 venne insignito dell’Abbondino d’oro.
 

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