2023-09-24

Addio Giorgio Napolitano, “maestro di vita, grande studioso e guida affidabile”


Il lecchese Sergio Fenaroli ci invia questo suo ricordo del presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano, recentemente scomparso:

Ci ha lasciato il compagno, amico e maestro di vita Giorgio Napolitano, personalità di altissimo livello. Da giovane militante del Partito comunista italiano e da anziano grande difensore delle istituzioni democratiche.

Ebbi modo di conoscerlo di persona nei primi anni Settanta, quando in campagna elettorale venne chiamato a Sondrio e per noi, pochi militanti lecchesi, fu una fortuna, un’opportunità incontrarlo casualmente nella tappa che fece alla Federazione, in viale Dante a Lecco.

Quello che mi colpì istintivamente di lui furono la sua personalità, la profonda conoscenza, il linguaggio, il carisma, ma nel contempo la sua efficace versatilità a comprendere le tematiche che coinvolgevano noi lavoratori e lo sprone a un impegno militante, considerando proprio le difficoltà di un territorio complicato all’epoca “dominato” dalla Dc e avverso al nostro partito.

Assieme al gruppo dirigente nazionale a fianco di Enrico Berlinguer ha sempre rappresentato per noi una guida affidabile di grande elaboratore e studioso. In particolare si distinse sulla questione europea e sulla linea dell’eurocomunismo, contribuì in questo a una grande crescita del Partito comunista nell’individuare l’Europa quale comunità di destino.

Devo dire con franchezza che nella dialettica interna al partito, negli ultimi anni prima del suo superamento che avvenne a ridosso della caduta del muro di Berlino, non mi collocai tra i “miglioristi”, tuttavia le sue analisi e le sue ricerche destavano in tutti noi massima attenzione e riconoscenza, a ragione premiata e riconosciuta anche dai suoi avversari tanto da fargli ricoprire le massime cariche istituzionali della Repubblica: dapprima presidente della Camera dei deputati, successivamente presidente della Repubblica.

Ci lascia un altro grande maestro e l’amarezza che in parte mi invade è che non appaiono all’orizzonte personalità che sappiano raccogliere la sua eredità politica, elaborando per gli italiani e per gli europei un orientamento e una indicazione di come e dove ci si dovrebbe indirizzare, per garantire a tutte le fasce sociali un futuro migliore di coesistenza e di pace.

Siamo tutti più poveri e la qualità dei politicanti che oggi ricoprono alte responsabilità politiche e istituzionali rispecchia la confusione degli italiani dalla memoria corta, che hanno ceduto alla propaganda qualunquista dei populisti, oppure in grande misura hanno preferito allontanarsi astenendosi al voto, agendo proprio in modo contrario rispetto all’insegnamento dei nostri “grandi maestri”.

Sergio Fenaroli (Lecco)

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