2022-09-06

“La classe politica sta giocando con il nostro futuro, palesando una incapacità già collaudata dagli italiani”


Da Sergio Fenaroli, lecchese, riceviamo e pubblichiamo:

Tra meno di 20 giorni saremo chiamati a eleggere i nostri rappresentanti in Parlamento. E’ un appuntamento importante che purtroppo in tutti questi ultimi 30 anni è stato a torto snobbato da sempre più cittadini italiani, contribuendo così allo svilimento delle istituzioni che ci rappresentano.

Va detto nel contempo che le stesse forze politiche e i loro dirigenti nazionali poco hanno fatto per invertire questo fenomeno negativo, evitando di analizzare e di invertire una rotta che sempre più li ha isolati dalla gente comune. Questo fenomeno astensionista colpisce in particolare la sinistra, il fronte progressista e democratico, e l’attuale legge elettorale non aiuta.

E’ necessario quindi un gruppo dirigente credibile, capace di coagulare e interpretare i bisogni e le aspirazioni delle persone che più di tutte hanno la necessità di una guida, di un riferimento. Le persone più esposte e più deboli, gli emigrati, i lavoratori, i giovani, i pensionati, tanti piccoli imprenditori hanno un dovere prioritario, far tornare i conti a fine mese e rivendicano che nelle istituzioni vi siano persone che sappiano agire e pensare anche  al loro futuro, all’Italia, all’Europa.

La crisi economica, sanitaria, climatica e sistemica in cui ci stiamo dibattendo da alcuni anni si è accentuata con la pandemia e ora accelera con la guerra in Ucraina e gli errori/orrori per non averla evitata, se non addirittura di averla provocata.

Questi drammatici eventi sono strettamente legati tra loro e insieme avrebbero imposto alle classi dirigenti nazionali, agli scienziati, agli economisti europei e mondiali la necessità di farvi fronte individuando misure e scelte appropriate condivise e finalizzate alla tutela dei cittadini e del loro futuro.

La realtà è sotto gli occhi di tutti noi: ci hanno mentito sulla guerra e continuano a mentirci sui costi del gas, in un contesto a dir poco drammatico. Lo testimoniano la guerra fratricida in corso in Ucraina e la speculazione sul gas metano, che sancisce il fallimento dell’Europa a trazione Usa, pronti a sanzionare la Russia, rinunciando a prevenire e ad evitare l’aggravamento delle relazioni, aizzando alla guerra per procura contro la Russia, usando il popolo ucraino.

Ora in tutta Europa si affronta la necessità di un “razionamento” delle risorse energetiche, in Italia ci si sfida in una campagna elettorale anticipata imposta dalla destra, forse pentita per avere accelerato la caduta di Draghi in una fase obiettivamente difficile. Stanno giocando con il nostro futuro palesando la loro incapacità già collaudata dagli italiani.

C’è molta confusione tra le persone. Prevalgono il disorientamento e la sfiducia, tuttavia è bene evidenziare chi si sta spendendo per evitare al nostro Paese una deriva antidemocratica, con una capacità inclusiva nei programmi e nell’individuazione delle priorità partendo dal lavoro dignitoso, dalla formazione, dalla tutela della salute e del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.

Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte, consapevoli che insieme alle buone idee sono necessari i voti dei cittadini che sapranno dare il loro consenso a chi con impegno e coerenza saprà meglio interpretare le loro necessità e aspirazioni, la fine della guerra in Ucraina per un’Europa federale e pacifista.

Sergio Fenaroli (Lecco)

Nessun commento:

Posta un commento