2021-07-27

La metamorfosi vista con gli occhi (e con gli scritti) del “Cerchio aperto” di Lecco

Riflessioni, testimonianze, racconti e poesie nel nuovo numero del periodico “Tri agun news” del centro diurno

 

di Claudio Redaelli Si apre con una serie di riflessioni di Max e Aida sulla “musica dell’educatore” il nuovo numero di Tri agun news, il periodico dato alle stampe dal centro diurno “Il Cerchio aperto” di Lecco. Riflessioni sull’importanza appunto di essere educatori e, in quanto tali, un po’ speciali, perché “essere speciali non significa unicamente saper organizzare e progettare interventi educativi secondo schemi precostituiti e teorie apprese”.

“Essere speciali - spiegano i firmatari dell’editoriale - significa per noi, che da molti anni lavoriamo nell’ambito della prevenzione e della cura della salute mentale, sapersi mettere ogni giorno in discussione senza rigidità e pregiudizio, per predisporci con flessibilità all’ascolto, al cambiamento e alla trasformazione nella relazione”.

“Negli anni - sostengono Max e Aida - sentiamo di essere diventate persone più autentiche con se stessi e con gli altri, accettando le mille sfaccettature delle emozioni con il coraggio di non nasconderle ma al contrario imparando ad accettarle e a viverle come se fossero tutti i giorni una scoperta delle nostre fragilità ma anche dei nostri lati belli, positivi e creativi”.


“Inoltre il vivere quotidianamente l’imprevisto che è insito nelle relazioni umane - aggiungono - ci ha permesso di diventare persone più flessibili e capaci di escogitare soluzioni che ogni giorno la vita ci pone di fronte. Essere e saper essere se stessi senza maschere né ipocrisie”.

Poi un’altra significativa testimonianza, quella di Nadia Colombo, che racconta come si è trasformata con la pandemia la sua vita al centro diurno e di come ora vi sia la sensazione che qualcosa di nuovo stia rinascendo.

Seguono le “pillole di letteratura” di Pietro Benaglio, prima del racconto - a cura di Giampaolo Agrati - di come era nata, ormai un paio d’anni fa, e di come si è andata via via sviluppando l’idea di “confezionare” il giornale del centro diurno, “così da portare oltre il portone le nostre riflessioni, i nostri racconti e la nostra creatività”.

Uno spaccato di vita, di esperienze. Poi temi e riflessioni, come quelle sulla metamorfosi che “ispirano” il nuovo numero di Tri agun news.

Spazio quindi proprio alle metamorfosi di Giampaolo Agrati, Pietro Benaglio e Luigi Milani, alle riflessioni di Paola Giovine e dello stesso Agrati, fino a un interessante viaggio dentro i mitici anni Ottanta e alla storia di Consonno, il borgo che visse due volte.

Più oltre, ecco le pagine sui campi di grano e il pane fatto in casa, con tanto di ricetta per la sua preparazione, lo spazio dei lettori, una conversazione con Jacek Soltan sulla “metamorfosi” e un’intervista a Maria Andreotti, del “Forum Salute mentale Lecco”, fino al tributo a Giovanni Gastel, poeta e uno tra i più grandi fotografi italiani, scomparso nel marzo di quest’anno: “Più tardi quella sera la voce si fa dolce, con tenerezza le sue mani aggiustano la coperta, giro la testa e chiudo gli occhi ma la sua mano è nella mia e il sonno scende dolce, mentre sento il suo sorriso vicino”.

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