2020-06-02

LE ROGAZIONI “Processioni tra i campi lungo secoli di fede e religione agreste”





Siamo nel mese di maggio ed un tempo la nostra gente combatteva le pandemie e le siccità con momenti tipici religiosi ,le “Rogazioni” in dialetto “Rugassiun”  . Nell'Italia del Nord ,nella realtà del mondo rurale in una terra dove dalla montagna alla collina, per giungere alla pianura ,si trovano tradizioni  millenarie tramandate dai nostri antenati. Troviamo riti secolari per propiziare  una stagione fienatoria o un raccolto nei campi proficuo . Queste sono le Rogazioni processioni attraverso i campi fatti di prima mattina, nel mese di maggio, lungo i sentieri e le strade campestri toccando cappelle e cappellette ove ci si fermava a recitare invocazioni o  si celebrava  la S. Messa

                                Calendario Celtico   



L'origine è sicuramente Celtica e legata al mondo del “Pagus” mondo agricolo , del villaggio  dove il Cristianesimo giunge dopo molto tempo dalla evangelizzazione della città . Grazie al movimento monacale irlandese (V sec. )  i territori , tra cui l'Italia del nord  legata alla civiltà celtica ,vengono evangelizzati lasciando in essere le tradizioni antiche ,  difficili da dimenticare, anzi necessarie a fare comprendere la nuova verità del cristianesimo .







    Rapporto tra la divinità e la natura  nella cultura celtica


     
Nel mondo Celtico non esistono divinità identificate in figure umane come nella mitologia greca – romana esiste una realtà metafisica legata in particolare ad elementi naturali , il bosco il fiume , il sole  .L'agricoltura e l'allevamento del bestiame è la sussistenza della vita, il tutto  legato  alla fertilità della terra , alla fertilità della donna per procreare l'uomo . Alla base vi è una divinità  femminile  legata alle “Grande  madre”.Il Cristianesimo mantiene queste cerimonie ,queste processioni ,sostituendo alla “madre  terra” la figura della Vergine Maria ,madre del genere umano. Ecco che il mese di maggio è dedicato alla Madonna ed in suo onore  si edificano edicole. Le Rogazioni pur essendo quasi scomparse tuttavia  lo stesso papa Giovanni Paolo II nel benedizionale revisionato nel 1984  , ha sancito la loro celebrazione ancora oggi in momenti particolari della comunità . Le Rogazioni maggiori iniziavano il 25 aprile con la festa di S. Marco legata all'antica festa romana dei “Robigalia” in cui si invocava la protezione dei futuri Raccolti . I “Rugassiun”erano preghiere collettive eseguite durante  processioni che giungevano fino ai confini del territorio parrocchiale per scacciare il male dai campi . Queste cerimonie sono delle vere invocazioni a Dio ed alla Madonna affinchè  la terra doni frutti.  Durante la celebrazione il parroco invocava la benedizione sul raccolto , sul grano “ul Furment” e sul granoturco “Ul furmenton”. Si ricorda che il vescovo Mamerto di Vienne ,causa calamità naturali, decise di introdurre un triduo di preghiere e di digiuno subito a ridosso dell'Ascensione attraverso processioni lungo il territorio. Vennero chiamate “Rogazioni” dal latino “Rogatio” indicante la proposta venuta dal popolo , dando una veste cristiana ad un rito di preghiere  derivante dalla festa romana dell' “Ambarvalia” .




      Basso rilievo indicante la festa romana  dell'Ambarvalia



 Successivamente nel 816 Papa Leone XIII le introdusse ufficialmente .                                      
                             
                                LE PROCESSIONI     
le processioni si svolgevano di mattina presto . Si snodavano dalla chiesa Parrocchiale ai vari punti del territorio parrocchiale , in mezzo ai campi fermandosi alle Santelle , segnati da croci in ferro o in legno ,o alle cappellette  della Madonna per giungere a luoghi di particolare devozione in cui esistevano delle vere Cappelle di culto e dove si concludeva la processione  con la S. Messa delle Rogazioni .Le processioni generalmente erano aperte dalle varie confraternite con le loro insegne , dietro stava il prete con i paramenti Viola , quindi le donne ,i bambini ed in fondo gli uomini . Queste suppliche aveva lo scopo di preservare il raccolto dal brutto tempo , i “Tempuràj” e dalla grandine “ I Tempèst”. Il prete recitava la rogazione dicendo  “a fulgore et tempestate” .. ed i fedeli rispondevano “Libera nos Domine”.   
                          
                                          AD ELLO

 Anche ad Ello queste tradizioni venivano fatte . La processione veniva organizzata dalla Confraternita del SS. Sacramento che aveva sede preso la chiesa dei SS. Giacomo e Filippo . Esistevano vari tragitti dove venivano effettuate le processione delle Rogazioni che terminavano in luoghi sacri dove esistevano delle vere Cappelle che ricordavano momenti di fede importanti legati alla vita del nostro territorio.        Tra questi la cappella di morti della “Rata” luogo ritenuto sacro sin dall' antichità , basti pensare al masso erratico della “Scaligera” legato alla fertilità femminile, alla presenza di un'antica chiesetta dedicata a S Giovanni Battista ,  e ora alla presenza di una cappella eretta probabilmente dopo la peste del 1632 in quanto il paese di Ello ebbe pochi decessi e quindi come ringraziamento per essere stato   risparmiato dal malvagio morbo della peste .



Ricerca di Colombo Virginio
fonte Studio di Aurora Cantini -2016

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