2020-06-23

In libreria: I Ragni di Lecco d iSerafino Ripamonti


Gianfranco Colombo - I Ragni della Grignetta sono il più antico e prestigioso gruppo italiano di scalatori. Il celebre maglione rosso con lo stemma del ragno a sette zampe è legato alle salite più difficili sulle montagne di tutto il mondo: dalle pareti alpine alle cime patagoniche, fino alle altissime quote himalayane. I nomi più celebri sono quelli di Riccardo Cassin, Carlo Mauri, Casimiro Ferrari e di tanti altri che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’alpinismo.
A questo straordinario gruppo di alpinisti ha dedicato un nuovo volume Serafino Ripamonti, che si occupa di giornalismo e comunicazione nel settore degli sport di montagna e del turismo outdoor, e dal 2001 fa parte dei Ragni. Il libro si intitola “I Ragni di Lecco. Una storia per immagini” (Rizzoli editore) e sarà in libreria da domani 23 giugno. Questa nuova pubblicazione  ripercorre la vita del celebre sodalizio lecchese a partire dalla sua nascita, nel 1946, per arrivare fino ai nostri giorni con le scalate di Matteo Della Bordella e di tanti giovani, che praticano l’alpinismo ai massimi livelli, aggiungendo nuove pagine alla storia del gruppo. 


«Quella di aggiornare la nostra storia – precisa Serafino Ripamonti - era un’esigenza che avevamo da tempo, visto che l’unico libro sui Ragni di Lecco risaliva al 1996 ed era quello scritto da Alberto Benini in occasione del cinquantesimo. Devo premettere che avere alle spalle quell’opera è stato molto importante, perché Benini è riuscito a raccogliere testimonianze di protagonisti che oggi non ci sono più. Per quanto mi riguarda ho scelto di raccontare le vicende dei maglioni rossi lecchesi per decenni, perché mi sono accorto che rappresentavano molto bene le tappe di questa storia». Il volume esordisce così con gli anni Quaranta, quelli che vedono la nascita dei maglioni rossi: «Sono gli anni che seguono la seconda guerra mondiale e sotto la Grigna c’è una gioventù per cui le montagne rappresentano la felicità e la libertà. Non sono anni di grande imprese, ma sono importanti per la memoria collettiva. 
Quei giovani sono per la stragrande maggioranza operai e si rendono conto che se da soli possono fare poco, insieme, sulle loro montagne, possono fare cose incredibili. Con questo senso del gruppo, dell’amicizia e dell’appartenenza nel 1946 nascono i Ragni». Gli anni Cinquanta e Sessanta proiettano i Ragni nel mondo grazie alle imprese di Carlo Mauri: «Imprese come quelle del Sarmiento nel 1956 e del Gasherbrum IV nel 1958, lanciano Carlo Mauri e i Ragni nel firmamento internazionale. E la notorietà è consacrata nel 1961 con la conquista del Mc Kinley in Alaska da parte di sei Ragni. Con Cassin, che era il capo spedizione, c'erano cinque giovani alpinisti di grande talento: Jack Canali, Gigi Alippi, Romano Perego, Luigi Airoldi e Annibale Zucchi I sei lecchesi, in quel 19 luglio 1961, non avevano vinto solo il McKinley, una montagna nel mezzo dell'Alaska, avevano saputo conquistarsi l'ammirazione di tutta l'America. Il settimanale Life dedicò all’impresa dieci pagine». Negli anni Settanta esplode il grande Casimiro Ferrari, ma iniziano ad emergere i primi problemi di “convivenza”: «L’astro di Casimiro Ferrari è la nota lieta di questi anni, che vedono però anche la prima scissione di alcuni giovani che vanno a formare il Gruppo Gamma. E' questa la prima crisi di una crescita che va di pari passo con i cambiamenti della società. 
Negli anni Ottanta e Novanta continuano le grandi imprese ma anche le divisioni, connaturate ad un alpinismo che cambiava in continuazione». E siamo a questi nostri anni Duemila in cui i Ragni sono ancora in prima linea: «Mai come nel nuovo secolo c’è stato bisogno di un’autentica reinvenzione. La base operaia che aveva costituito il primo gruppo dei Ragni è ormai scomparsa. Oggi i giovani Ragni hanno trovato una formula che li lega alle origini dilettantistiche. L’approccio imprenditoriale consente di far sì che i giovani possano fare alpinismo  di grande livello senza essere professionisti. Per ora funziona, ma tutto cambia velocemente ed il futuro è una grande scommessa». Qual è allora la lezione che soprattutto i giovani possono imparare da questa storia?: «I ragazzi che fondarono i Ragni respiravano nell’aria un’elettricità che fece superare loro ogni difficoltà. Ecco, se qualcuno dei giovani lettori riuscisse a cogliere un po’ di quello spirito, sarebbe già molto».

Nessun commento:

Posta un commento