2018-05-13

“Anziani, esperienze e prospettive”

Si è tenuta , sabato 12 maggio 2018, la conferenza“Anziani, esperienze e prospettive”, con la quale i bisogni della fascia più anziana della popolazione torneranno al centro della riflessione sulla comunità e sulle criticità del tessuto sociale del territorio.

A disegnare la situazione attuale, interverranno Alberto Pasini, Vicepresidente dell’Ambito distrettuale di Lecco, e Michela Maggi, Coordinatore Ufficio di Piano dell’Ambito di Lecco, che presenteranno una riflessione sul vivere il proprio territorio in età avanzata sull’importanza di conoscere i bisogni degli anziani e di saper erogare i servizi in modo tale che possano far fronte all’invecchiamento della popolazione, sostenendo che la programmazione sociale debba partire, innanzitutto, dal territorio stesso.
A seguire un intervento di Simone Scerri, psicologo e collaboratore del Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, che analizzerà i dati relativi al 2017 emersi dalla ricerca sociale sugli anziani nei comuni di Bosisio Parini e Cesana Brianza, soffermandosi sui bisogni dei cittadini in età più avanzata e sulle loro aspettative nei confronti delle Istituzioni, messe a confronto con le risorse disponibili sul territorio. Sarà allora Giuseppe Borgonovo, Sindaco di Bosisio Parini a proporre una riflessione sulla prossimità e sulla necessità di rinascita di un sentito spirito comunitario perché l’anziano solo possa vivere in sicurezza e serenità la propria quotidianità.
Eugenio Galli, Sindaco di Cesana Brianza, porterà la discussione sugli spazi comunitari di prevenzione e salute interpretati come luogo di incontro e di tutela, e Stefania Buzzetti, rappresentante della Cooperativa Sociale L’Arcobaleno, operante nell’ambito del progetto Living Land, presenterà l’esperienza del progetto nel territorio, con particolare attenzione al Lab Anziani.
Ruggero Plebani, Coordinatore Ufficio dei Piani Distretto di Lecco, anticiperà alcuni aspetti del Piano di Zona 2018-2020, riservando ampio spazio all’importanza del tema dell’abitare nelle politiche sociali e ai progetti di housing territorialeFilippo Galbiati, Presidente del Distretto di Lecco, completerà l’intervento con una riflessione sulPiano di Zona come Patto di Comunità per la nascita di un welfare del territorio.
Sarà un’occasione per indagare la percezione del territorio della popolazione anziana, le sue aspettative e i suoi bisogni, a 360°. Sarà allo stesso tempo un perfetto momento per un’analisi della situazione su Bosisio Parini e Cesana Brianza, perché la consapevolezza in merito alle questioni trattate possa aumentare nelle Istituzioni e nella cittadinanza tutta.
A conclusione, l’inaugurazione degli appartamenti di Casa Carpani, nell’ambito del Progetto Sperimentale di Assistenza Abilitativa.

Intervento di Alberto Pasini / Vicepresidente dell’Ambito distrettuale di Lecco
L’ufficio di piano dell’Ambito distrettuale di Lecco ha cercato negli anni di dare risposte concrete alle molte aspettative dei Cittadini residenti in questa parte della Lombardia raccogliendo le istanze direttamente dai territori per cogliere i bisogni reali delle persone.
Nella programmazione si è, dunque, cercato negli ultimi 2 anni di avvicinare le realtà comunali vicine sollecitandole alla promozione di accordi di collaborazione sovracomunali in materia di sociale.
Fra le varie esperienze c’è stata quella dei Comuni di Annone, Bosisio, Cesana, Rogeno e Suello, che hanno sviluppato iniziative per i giovani, anziani e persone in temporanea difficoltà anche attraverso la partecipazione attiva al progetto Living Land .
Questi progetti realizzati, con la assidua collaborazione degli amministratori comunali interessati, hanno generato considerazioni per la riorganizzazione dell’Ambito di Lecco in Poli, ovverosia raggruppamenti di Comuni vicini che potessero rappresentare un bacino di utenza di dimensioni più importanti per l’assegnazione e condivisione di risorse utili a realizzare progetti di interesse comune.
I 32 Comuni dell’Ambito sono stati infatti recentemente organizzati in 5 POLI per popolazione residente pari a circa 30.000 abitanti ad eccezione di Lecco che costituisce polo a sé stante.
L’organizzazione in Poli consente l’assegnazione, ove possibile, di risorse di maggior entità utili a sviluppare progetti condivisi che altrimenti non potrebbero essere realizzati individualmente da singoli piccoli Comuni per le croniche difficoltà di bilancio degli stessi.
L’impegno economico per la realizzazione di progetti viene ottimizzato consentendo di aderire a più progetti e quindi ad una migliore visibilità degli stessi su tutto il territorio.
Nel triennio 2015-2018 il Comune di Bosisio Parini si è impegnato nel campo del welfare investendo l’attenzione di amministratori, personale comunale e risorse economiche per progettare e realizzare. Dopo questo periodo è emersa la necessità condivisa con i colleghi di Cesana Brianza di approfondire il tema delle prospettive delle politiche sociali e dei servizi a favore degli anziani, a partire dalla visione degli adulti di oggi.
Da queste considerazioni è nata la ricerca sociale promossa da Bosisio Parini e Cesana Brianza e che ora il Dr. Scerri ci illustrerà.
Ricerca che potrebbe, dovrebbe servire a meglio finalizzare programmi per gli anziani al fine di mantenerli attivi ed integrati nella realtà sociale locale.
L’auspicio è che, con la creazione di questi poli, e con la maggior partecipazione di altri Comuni, si possano realizzare iniziative di interesse per la comunità allargata.

Intervento di Simone Scerri Psicologo. Collaboratore del Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Il progetto di ricerca “La persona anziana nei comuni di Bosisio Parini e Cesana Brianza: bisogni, risorse, aspettative.” si colloca all’interno di un più ampio progetto di coesione sociale denominatoLiving Land, in corso di realizzazione all’interno della Provincia di Lecco.
A partire da una spinta avvertita dai Comuni di Bosisio Parini e Cesana Brianza, si sono volute approfondire le condizioni di vita della popolazione anziana all’interno dei due Comuni, andando a esplorare il sistema di 
risorse, bisogni e aspettative esistenti. A garanzia della qualità della ricerca dal punto di vista metodologico è stata attivata una partnership con il Centro Studi e Ricerche di Psicologia della Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’obiettivo generale del progetto era quello di raccogliere informazioni in modo diretto nella fascia di popolazione di età compresa tra i 65 e i 75 anni, a partire dalle quali poter orientare nei prossimi anni le politiche per questa fascia di popolazione.
In un’ottica di coesione sociale, i referenti del progetto Living Land hanno selezionato alcuni giovani che, supervisionati dall’équipe di ricerca dell’Università Cattolica, hanno parte al progetto garantendosi un’occasione formativa e di intervento di alto valore sociale.
Il progetto si configura come esperienza pilota: poiché i Comuni coinvolti condividono con un ampio territorio circostante sia caratteristiche morfologiche che sociodemografiche, ci si attende che le tematiche emergenti – opportunamente approfondite – potranno andare a beneficio di una ulteriore porzione di popolazione all’interno della provincia di riferimento.

La ricerca ha previsto tre fasi:
1. Incontro con Amministratori e Tecnici locali per definire in modo partecipato le aree da

esplorare attraverso il lavoro di ricerca;
  1. Fase qualitativa esplorativa: n°. 2 focus group con un campione di soggetti appartenenti
    alla popolazione della fascia 65-75 anni;
  2. Fase quantitativa: messa a punto di un questionario, somministrazione dello stesso ai
    soggetti appartenenti alla popolazione di riferimento e analisi dei dati.
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Il report completo, disponibile in formato elettronico, mostra una corposa mole di dati emersi dai questionari sotto forma di grafici e tabelle.
Riportiamo di seguito un commento ai principali risultati emersi.

Un primo punto significativo riguarda la percezione di presenza/assenza di elementi considerati “risorse”: in molti hanno sottolineato l’importanza del sentirsi sicuri all’interno delle proprie
abitazioni, anche se in molti dichiarano di non essere dotati di sistemi di sicurezza per il proprio appartamento (40,8%) né di dispositivi di sicurezza per la persona (51,8%). Ma il dato più significativo - proprio per la sua valenza psicosociale - riguarda il 34% del campione che ha affermato di non beneficiare di adeguati luoghi e attività di socializzazione, risorse peraltro particolarmente desiderate e richieste. D’altro canto, dai dati emerge come le opportunità di socializzazione presenti – seppur conosciute, non siano particolarmente sfruttate.
Oltre il 57% del campione non considera i giovani del paese una risorsa presente, ma allo stesso tempo i giovani non vengono nemmeno contemplati come risorsa potenziale. In questo senso, insieme ai luoghi e alle attività di socializzazione, il coinvolgimento dei giovani in chiave intergenerazionale potrebbe essere una pista progettuale promettente, già sperimentata peraltro in altri territori.
Per quanto riguarda i temi della partecipazione e della cittadinanza attiva, sono pochissime le persone che hanno manifestato interesse ad adoperarsi come volontari nei Servizi che offrono questa opportunità: anche questo è un elemento degno di approfondimenti ed esplorazioni ulteriori. È possibile che per favorire meccanismi di partecipazione e in generale un’ottica di healthy aging, sia necessario ingaggiare i cittadini con modalità attrattive ben prima dei 65 anni, in modo da costruire una sorta di “ponte” tra fasi diverse di vita.
In generale la conoscenza dei Servizi esistenti è buona, ma soprattutto la valutazione dei Servizisperimentati è molto alta: questo sembra essere un feedback importante per chi progetta e gestisce i suddetti Servizi. Merita una sottolineatura il fatto che il 30,4% del campione affermi di non conoscere i Servizi Sociali di Base e il 43,5% non conosca il SAD. Ci possiamo domandare, a proposito di questo, se e quanto possano essere utili azioni di maggiore informazione e sensibilizzazione.
Vi è poi tema legato a rappresentazioni distorte dei servizi esistenti, come per esempio il Centro Diurno: una percentuale significativa del campione afferma che se in futuro dovesse trovarsi in condizioni di bisogno di assistenza, il Centro Diurno sarebbe una scelta privilegiata. Sappiamo però che attualmente questa struttura viene frequentata al di sotto delle previsioni e soprattutto sappiamo che non prevede, come criterio di accesso, che le persone abbiano bisogno di assistenza. Ora: se consideriamo che tra i bisogni maggiormente espressi vi è quello di luoghi e attività di socializzazione, ci rendiamo conto di un possibile gap: dei luoghi esistono ma non vengono frequentati poiché percepiti in modo distorto e stigmatizzante.
Un altro Servizio che sembra essere rappresentato in modo distorto è il Servizio Pasti, erroneamente considerato come rivolto a persone con disabilità permanente o temporanea.
Il tema delle 
rappresentazioni sociali non riguarda soltanto i servizi ma anche alcuni interlocutori e ruoli presenti all’interno del Comune, in particolar modo l’assistente sociale, le cui funzioni e potenzialità non sono note a chi non ha mai beneficiato del servizio sociale di base.
È possibile che occorra in futuro lavorare non tanto al miglioramento dei servizi ma a una loro comunicazione più efficace e attrattiva.
Sempre restando in tema di Servizi, quelli che le persone si immaginano più utili per gli anni a venire sono i già menzionati “Luoghi e attività di socializzazione” e quelli legati ai trasporti.
Per quanto riguarda l’uso della tecnologia, sappiamo che questo è un tema particolarmente sensibile perché nel futuro le nuove tecnologie entreranno in modo sempre più massiccio nella vita delle persone, offrendo anche aiuti mirati (telemedicina, domotica etc.). I dati sembrano dirci che il percorso sarà lungo, dal momento che una quota significativa del campione afferma di non utilizzare alcuna tecnologia “perché è troppo complicato”. Pur riconoscendo che questa sfida è a lungo termine, potrebbero essere particolarmente promettenti attività di educazione all’uso delle tecnologie, magari cominciando dai supporti più semplici e di utilità immediata (chat, homebanking etc.). Nel gruppo di discussione finale, il tema delle tecnologie ha riaperto il discorso sul rapporto tra giovani e anziani come una potenzialità da incentivare, per esempio facendo una mappatura delle competenze nei giovani così da organizzare corsi per l’Università della Terza Età. In modo complementare si potrebbe agire partendo da alcune competenze della popolazione più anziana.
Altro elemento significativo prende le mosse dalla diffidenza con cui in molti casi la popolazione ha risposto ai giovani inviati dal Comune per la compilazione dei questionari, nonostante fossero stati
preceduti da una lettera informativa e fossero muniti di tesserino di riconoscimento con fotografia. Come potevamo attenderci, per questi giovani è stato più semplice essere accolti nelle case se già conosciuti, o almeno collegati a qualcuno di familiare. Questo ci dice che è importante, per la fascia d’età presa in considerazione, che i veicolatori delle diverse iniziative e opportunità siano persone in qualche modo – diretto o indiretto – note. Questo potrebbe indicare l’opportunità di investire in futuro su figure che funzionino da facilitatori sociali, persone note e presenti all’interno del territorio che svolgano questo tipo di funzione: coinvolgimento e avvicinamento alle opportunità esistenti.
Questo ruolo di facilitazione potrebbe essere appannaggio non soltanto di singoli individui, ma anche di Enti o gruppi specifici.
La citata necessità di facilitatori sociali torna a farsi sentire anche a proposito di iniziative promosse dal Comune ma poco conosciute: pare che le amministrazioni dedichino numerosi sforzi alla pubblicizzazione di servizi ed eventi, ma che la risposta sia molto spesso inferiore alle aspettative. Come già notato nelle pagine precedenti, le persone sembrano prediligere modalità che passano dalla presenza fisica e dal passaparola: in altre parole, è più facile accedere al centro diurno grazie all’invito e al coinvolgimento da parte di una persona conosciuta piuttosto che facendosi convincere da un volantino informativo.
A conclusione, riconosciamo come il coinvolgimento della popolazione attraverso una metodologia specifica abbia consentito di costruirne una conoscenza più ampia e diretta. Ci piace immaginare che questi dati di conoscenza possano essere messi al servizio di azioni coerenti dal punto di vista sociale e amministrativo.
La realtà su cui la ricerca si è concentrata è circoscritta a due Comuni della provincia di Lecco: sarebbe interessante ampliare lo sguardo a una geografia più ampia, in modo che le azioni conseguenti possano essere, oltre che mirate, anche sinergiche e di rete.

Intervento di Giuseppe Borgonovo Sindaco di Bosisio PariniIL CUSTODE SOCIALE
Dallo scorso gennaio 2017, accanto ai tradizionali servizi e interventi attivati dal Comune, si è avviata la sperimentazione di nuove forme di servizi leggeri di supporto alla domiciliarità tramite la figura del Custode Sociale.
Il custode sociale si occupa infatti di sostegno relazionale agli anziani soli e alle famiglie con fragilità, attiva piccoli interventi di aiuto per la casa, per la spesa, accompagnamenti a visite...Una figura di supporto a sostegno degli anziani e delle situazioni famigliari più fragili, laddove sussistono condizioni di salute instabili o condizioni abitative non adeguate; lavora in stretta collaborazione con le situazioni in carico seguite dall’Assistente Sociale con la quale stende i progetti di intervento. L’attivazione del custode sociale parte sempre dall’assistente sociale che tiene i rapporti con la famiglia e l’anziano; il suo intervento viene fatto in collaborazione con i diversi attori territoriali coinvolti sulle situazioni seguite (dall’operatore domiciliare del Servizio di Assistenza Domiciliare SAD, agli operatori delle Cure Domiciliari, degli Spazi Salute, al Medico di Base, ecc).
Il lavoro del Custode Sociale permette di consolidare le collaborazioni stabili con le realtà territoriali del privato sociale, la Caritas parrocchiale, l’Associazione Croce Verde, i volontari comunali, i Caaf, con i quali spesso si relaziona e interfaccia insieme agli anziani e alla persone che sostiene; favorisce lo sviluppo di nuove collaborazioni anche con il privato profit (dal negozio alimentare, al parrucchiere, ecc) .
Il contatto diretto con queste persone fragili, anche solo per una chiacchierata o una visita di monitoraggio, permette di intercettare i bisogni espressi e non espressi, favorendo l’attivazione degli interventi più adeguati, di individuare le situazioni di criticità, nonché di permettere una sorveglianza delle situazioni più a rischio.
L’introduzione del custode sociale, accanto alle diverse figure professionali di supporto alla domiciliarità, e ai servizi di prossimità quali lo Spazio Salute, permette di arrivare a rispondere ai bisogni della popolazione anziana e delle famiglie più fragili con interventi di “assistenza domiciliare” con diverse declinazioni di intensità di prestazione e specializzazione dell’intervento in base al bisogno specifico, di attivare servizi flessibili e tempestivi, di favorire interventi anche di natura preventiva rispetto a possibili degenerazioni di situazioni di fragilità personale o del caregiver familiare

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Intervento di Eugenio Galli Sindaco di Cesana BrianzaGLI SPAZI DI PREVENZIONE e SALUTE:
LUOGO DI INCONTRO e DI TUTELA
Gli Spazi di Informazione, Prevenzione e Salute nascono da esperienze di base promosse per iniziativa di diversi attori sociali e socio sanitari. Una prima realtà nasce nel 2014 per iniziativa del Comune di Cesana Brianza che ha avviato un progetto sociale a favore degli anziani del territorio in collaborazione con l’Associazione Croce Verde Bosisio A.P. di Bosisio Parini (associata ANPAS) con lo scopo di favorire il benessere e l’autonomia dell’anziano nella permanenza al proprio domicilio.
Scopo del progetto, approvato dal Comune nel dicembre 2014 con il titolo di “Ci prendiamo cura di noi”, era quello di organizzare e sviluppare un sistema di servizi a livello territoriale e domiciliare che consentisse all’anziano di trovare forme di sostegno ai propri bisogni e/o di alleggerire il carico di cura dei familiari.
Sono stati quindi progressivamente avviati diversi servizi: trasporti sociali, pasti a domicilio, ginnastica dolce, percorsi di formazione sulle tematiche legate all’invecchiamento, attivazione dello spazio “Verde salute”, luogo in cui i cittadini potessero coltivare la “buona abitudine” al prendersi cura di sé mediante controlli periodici del peso e della pressione con misuratori di pressione e del battito cardiaco di normale uso domestico, ma soprattutto annotando su un “diario” cartaceo il valore rilevato. L’obiettivo della rilevazione non era il dato in sé (valutazione di carattere sanitario riservata ai M.M.G. con i quali il progetto è stato condiviso) ma il suo monitoraggio nel tempo e, quindi, il creare nella persona la consuetudine ad eseguire dei controlli per tenere in attenzione la propria condizione. Questo a prescindere dalla presenza o meno di patologie specifiche. L’obiettivo prioritario era quello di promuovere la cultura della prevenzione e di diffondere la consapevolezza che ciascuno è responsabile in prima persona dell’amministrazione del proprio benessere e della cura della propria salute.
Lo spazio salute ha progressivamente rafforzato il proprio ruolo sociale configurandosi come luogo di incontro e confronto per la popolazione anziana: presso lo spazio salute vengono distribuiti avvisi, materiali informativi e locandine relative ad eventi ed iniziative organizzate sul territorio. In questo modo i frequentatori dello spazio (che di fatto non sono unicamente anziani) sono informati della vita del paese e veicolano l’informazione nelle famiglie e delle reti parentali.
Dall’analisi di questa esperienza, nel 2016, hanno preso avvio una serie di sperimentazioni in tutto il territorio provinciale, caratterizzate da un impianto comune definito attraverso i Lab. Anziani previsti dal progetto Living Land ma con caratterizzazioni locali, che vengono oggi presentate alla programmazione territoriale come Spazi di Prevenzione e Salute.
Attività
Gli Spazi di Informazione, Prevenzione e Salute hanno sede presso spazi comunali di ciascuno dei Comuni per facilitare e garantire la possibilità di accedere soprattutto alle persone anziane che non sono autonome negli spostamenti in auto.
Le attività attualmente svolte da tutti gli sportelli sono:

  • -  Informazioni e orientamento ai Servizi sociali, sociosanitari e sanitari;
  • -  Informazione/educazione alimentare;
  • -  Ascolto e supporto relazionale;
  • -  Rapporti (o invii) con i SSB per segnalazione esigenze di trasporto, interventi assistenziali,
    problematiche specifiche;
  • -  Promozione della telefonia sociale e di progetti di domotica per la sicurezza
  • -  Divulgazione di materiale informativo sanitario (patologie specifiche dell’età, prevenzione, stili di
    vita ecc).
  • -  Invio ai MMG per approfondimenti e alle farmacie per misurazione glicemia e monitoraggio continuativo della pressione arteriosa;
  • -  Rilevamento peso corporeo e altezza;
  • -  Rilevamento dei parametri vitali (frequenza respiratoria e cardiaca, pressione arteriosa,
    saturazione);
  • -  Compilazione del diario della salute: foglio di appunti in forma tabellare che resta nelle mani
    dell’utente, il quale può continuare a registrare progressivamente secondo l’ordine cronologico le misurazioni fatte personalmente o esibirlo al proprio MMG.
    Gli Spazi di Informazione, Prevenzione e Salute hanno progressivamente rafforzato il proprio ruolo sociale configurandosi come un luogo di incontro e confronto per la popolazione: distribuzione informazioni e avvisi, aggiornamento sugli eventi del territorio con particolare riferimento ai temi della prevenzione ed educazione alla salute. In questo modo viene intessuto un fitto rapporto di relazioni e informazioni con la comunità locale e si garantisce una funzione di “antenna” sociale. La presenza in questa fase sperimentale di una figura educativa di territorio sta inoltre favorendo l’integrazione e il legame tra i diversi soggetti (cittadini, associazioni) attraverso progettualità di carattere educativo e ricreativo.
    Alcuni dati
    Gli Spazi di Informazione, Prevenzione e Salute sono stati attivati da maggio 2016 nei Comuni di Annone, Suello, Rogeno, Bosisio Parini, con apertura quindicinale mentre lo sportello di Cesana Brianza da febbraio 2015 con apertura settimanale.
    L’andamento è stato positivo con graduale aumento degli accessi in tutti i Comuni:
Comuni
Tot. Person e
F
M
Annone
33
25
8
Bosisio Parini
8
4
4
Cesana Brianza
55
35
20
Rogeno
25
23
2
Suello
34
20
14
** Dati riferiti a gennaio 2017
Possibili sviluppi e prospettive
Gli Spazi di Informazione, Prevenzione e Salute rappresentano un’importante forma di presidio del territorio per i comuni di dimensioni demografiche modeste che, nel prossimo futuro, vedranno un profondo cambiamento delle forme di erogazione dei servizi a seguito della normativa che impone l’obbligo, agli enti locali fino a 5.000 abitanti, di esercitare in forma associata le funzioni fondamentali, compresi i servizi alla persona.
E’ prefigurabile quindi uno sviluppo e una diffusione di questi servizi che mettono al centro il contatto con il cittadino fragile a seguito di una revisione organizzativa dei territori in relazione all’esercizio delle funzioni associate, e allo sviluppo della programmazione sociale e socio-sanitaria a seguito della LR 23/2015.
In particolare si ritiene importante prevedere a potenziamento del servizio attualmente erogato presso gli sportelli, integrare la presenza (anche a cadenza periodica) dell’Assistente Sociale a disposizione dell’utenza per un momento di relazione, scambio e confronto. L’obiettivo infatti, è gettare le base per un SSB sempre più territoriale e di servizio alla persona, svincolato dalla tradizionale impostazione di “ricevimento su appuntamento presso l’ufficio dell’Assistente Sociale presso il municipio”. Parimenti l’assistente sociale di territorio rappresenterà il riferimento del comparto sociale per i MMG.

LIVING LAND: attività e servizi sviluppati
nel corso del triennio a sostegno della Terza Età.

Lecco, 12.05.2018_La conferenza stampa indetta per sabato 12 maggio sul tema degli anziani vede la partecipazione di Living Land, quale progetto di welfare comunitario che nel corso del triennio 2015-2018 si è proposto di offrire sostegno alle persone anziane che vivono situazioni di fragilità o solitudine e alle famiglie che si trovano ad affrontare elevati carichi di cura.
Dalla partenza del progetto nel 2015, Living Land sta sperimentando nuove forme di sostegno alla domiciliarità e potenziando la capacità di alcuni servizi - già attivi sul territorio - di rispondere in modo più efficace ai bisogni delle persone anziane, disabili e delle loro famiglie. Questo è reso possibile grazie al contributo di Fondazione Cariplo e alla partecipazione di oltre 70 enti pubblici e privati della provincia di Lecco.
Tra i servizi avviati, di particolare rilievo è la sperimentazione della domotica, una tecnologia “intelligente” a sostegno delle persone anziane che vivono sole: un sistema di sensori "discreti" permette di monitorare da remoto l’abitazione e segnalare eventuali situazioni di criticità, garantendo una maggiore sicurezza nel rispetto della privacy della persona.
Con la Custodia Sociale Living Land si avvicina ancora di più alle persone: operatori e volontari di Living Land assistono le persone anziane nelle necessità quotidiane, coinvolgendole anche in attività e occasioni di socializzazione. Il servizio è stato attivato nei comuni di Annone Brianza, Bosisio Parini, Cesana Brianza, La Valletta Brianza, Missaglia, Paderno D’Adda, Rogeno, Santa Maria Hoè e Suello.
Colico, la Telefonia Sociale si rivolge agli over 75: sono oltre 300 le persone che hanno aderito per ricevere gratuitamente una telefonata periodica da parte di un volontario-amico, un punto di riferimento cui le persone anziane possono rivolgersi 24 ore su 24 per avere informazioni o per una chiacchierata, un momento in cui condividere telefonicamente sensazioni, bisogni e momenti di vita quotidiana.
Nel meratese sono stati aperti dei luoghi di orientamento o di ascolto: a Santa Maria Hoè e a Missaglia, uno sportello di sostegno psicologico Geras per assistere gli over 65 che vivono situazioni di solitudine, difficoltà o cambiamento e, a Paderno D’Adda, un Punto Informativo per orientare i cittadini ai servizi territoriali. Ad oggi sono attivi 11 Spazi Salute che offrono alle persone anziane un servizio utile per la cura di sé. Nello specifico gli Spazi Salute, attraverso la presenza di personale specializzato, danno la possibilità di monitorare i propri parametri vitali, misurando la pressione arteriosa e controllando il peso.
L’impegno di Living Land sui diversi fronti ha trovato concretezza e significato nelle finalità e modalità d’azione del progetto stesso, che fa della collaborazione e del coinvolgimento delle diverse realtà e nuovi soggetti - dagli enti pubblici alle imprese, dalle organizzazioni sindacali e di categoria ai cittadini - il punto di forza attraverso cui elaborare risposte nuove ai rinnovati bisogni della comunità.
I DATI DEL TERZO ANNO DI ATTIVITA’ DI LIVING LAND:
  • ACCESSI AGLI SPAZI SALUTE DI ANNONE, BOSISIO PARINI, CESANA BRIANZA, ROGENO, SUELLO: 1596
  • BENEFICIARI DI PROGETTI DI SOSTEGNO ALLA DOMICILIARITA’ INTEGRATI: 87 (di cui 59 nel Polo di Lecco e 32 nel Polo Brianza Ovest)
  • SERVIZI DOMOTICI ATTIVATI: 27
  • NUMERO DI CUSTODI SOCIALI ATTIVI: 17
  • SPORTELLI DI ASCOLTO E ORIENTAMENTO DELLE FAMIGLIE: 11

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