2020-07-24

“La Nostra famiglia”. I sindacati: “Il contratto non va modificato, per nessun motivo”

“L’associazione La Nostra famiglia non ha alcuna necessità di mettere mano alla modifica del contratto di lavoro per gli oltre 2.400 dipendenti di tutta Italia. Dopo diversi incontri nelle ultime settimane, che hanno visto in prima fila le segreterie nazionali di Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil nell’esame dei dati economici e patrimoniali del bilancio dell’associazione, l’analisi dei dati ha confermato la nostra posizione iniziale: il contratto non va modificato”.

Così affermano Catello Tramparulo, Franca Bodega e Vincenzo Falanga, in rappresentanza delle tre organizzazioni sindacali, in una nota che così prosegue: “Ci sono state criticità evidenziate nell’analisi del bilancio, ma nessuna di questa può essere direttamente imputabile al costo del personale, che da oltre 14 anni attende con ansia il meritato rinnovo contrattuale. Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil hanno da sempre ribadito piena disponibilità a discutere di un piano aziendale per il rilancio dell’associazione, proprio a partire dai punti di maggiore sofferenza evidenziati dall’analisi dei numeri e delle attività della stessa”.
E ancora: “Nonostante queste aperture la posizione dell’associazione resta ancora distante dalle nostre. Si continua a ribadire la necessità di cambiare il contratto nazionale, di uscire dal comparto sanità per transitare nel contratto Rsa Cdr. Come segreterie territoriali di Fp Cgil Lecco, Fp Cisl Monza Lecco e Fpl Uil del Lario,
unitamente alle Rsu e Rsa di tutte strutture lombarde dell’associazione “La Nostra
famiglia”, sosteniamo la posizione assunta delle segretarie nazionali. Riteniamo urgente che vengano ritirate dal tavolo la decisione di modifica unilaterale del Ccnl e ogni altra proposta che umilia e mortifica i diritti delle lavoratici e dei lavoratori. Dopo 14 anni di attesa per il rinnovo contrattuale è inaccettabile qualsiasi proposta “caritatevole”. Ai lavoratori deve essere applicato nella sua interezza il nuovo contratto della sanità privata, senza se e senza ma”.
“Lavoratrici e lavoratori dell’associazione - così continua la nota sindacale - hanno dimostrato, attraverso il loro impegno e la profonda passione per quello che fanno, di meritarsi il rispetto e la giusta considerazione da parte della proprietà. Se in questi anni l’associazione è giustamente considerata un’eccellenza della cura, ricerca e riabilitazione a livello internazionale è proprio grazie alle lavoratrici e ai lavoratori: tradire queste aspettative è inaccettabile. Riteniamo ci siano ancora spazi di confronto e discussione. E’ necessario fare un passo avanti, guardare in faccia i problemi e affrontarli seriamente. Non si possono scaricare sul personale problemi originati da altri capitoli di spesa”.
Poi le ultime considerazioni: “Come segreterie territoriali, in accordo con i rappresentanti dei lavoratori Rsu e Rsa abbiamo sospeso ogni attività di protesta in rispetto del tavolo nazionale di confronto con l’associazione. Ribadiamo che, in assenza di riscontri positivi, riprenderanno in tutte le sedi della Lombardia le forme di lotta e protesta in difesa dei diritti e della dignità della lavoratrici e dei lavoratori”.

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