2020-02-13

Inaugurata a Lecco Mostra Manzoni nel cuore


Gianfranco Colombo - La stagione 2020 a Palazzo delle Paure è iniziata con l’inaugurazione della mostra “Manzoni nel cuore”. Si tratta di un evento espositivo promosso dall’Associazione Bovara di Lecco per celebrare il 40° di fondazione e attività della rivista "Archivi di Lecco e della Provincia", pubblicata dall'editore Cattaneo. Collaborano all’organizzazione il Comune di Lecco, il Si.Mu.L., il Centro Nazionale Studi Manzoniani - Casa Manzoni di Milano e Leggermente. La mostra presenta testimonianze artistiche e documentarie sulla figura e sull’opera di Alessandro Manzoni.
Si tratta di opere in gran parte inedite e non esposte in pubblico, conservate in collezioni private di Lecco e del territorio. Tra queste spiccano i ritratti di famigliari di Manzoni mai usciti dalle case in cui sono tuttora gelosamente conservati e due lettere autografe di cui una inedita e solo recentemente ritrovata. «La mostra Manzoni nel cuore – scrive Pietro Dettamanti, presidente dell’Associazione “Giuseppe Bovara” - si propone di indagare, attraverso una serie di testimonianze artistiche e documentali conservate nelle collezioni private lecchesi, il rapporto tra la città e Alessandro Manzoni. Un rapporto che appare complesso e a tratti controverso, sia da parte di Manzoni verso il borgo dove trascorse gran parte dell’infanzia e della prima giovinezza, sia da parte di Lecco verso lo scrittore che le assicurò ampia fama in Italia e all’estero. Manzoni, dopo il distacco da Lecco nel 1818, conseguente alla vendita della villa e della proprietà del Caleotto, porterà sempre nel cuore questi luoghi che rievocherà con parole commosse nelle pagine del suo romanzo. Eppure, rimane qualcosa di non ben chiarito nelle ragioni di questo distacco e nel successivo rifiuto di Manzoni di rivedere quei luoghi ai quali era così intimamente legato e che avevano così profondamente stimolato la sua ispirazione letteraria». Questa mostra, dunque, si propone di mettere al centro questo rapporto dialettico tra Manzoni e la nostra città. Questo avverrà attraverso un percorso che affronta il tema “Manzoni” da diversi punti di vista. La prima parte della mostra è dedicata alla famiglia Manzoni.
 Si potranno ammirare, tra gli altri, il ritratto del Manzoni di Giuseppe Molteni, ma anche quelli di Giulia Beccaria con il piccolo Alessandro, attribuito ad Andrea Appiani, e ancora quello di Pietro Manzoni e di Giovanni Verri, i due “padri” dello scrittore. La seconda parte è dedicata alla famiglia Scola. Nel 1818 Giuseppe Scola acquistò tutte le proprietà di Alessandro Manzoni nel Lecchese. Scola era un importante commerciante, esponente di una famiglia di imprenditori di Vercurago proprietari di numerosi filatoi e filande nella Bergamasca. Tra i beni acquistati c’era anche la residenza della famiglia Manzoni al Caleotto. Di rilievo in questa sezione troviamo quattro reliquiari provenienti dall’oratorio della Madonna Assunta annesso a Villa Manzoni. Attualmente sono custoditi nella chiesa parrocchiale dei Santi Gervasio e Protasio di Vercurago. Agli “Amici” di Manzoni sono dedicate le due sale della terza sezione.
Si potranno ammirare i ritratti di Giuseppe Bovara, Cesare Cantù, Tommaso Grossi, Luigi Tosi. La quarta sezione è dedicata alla grafica ed in particolare alle opere di Gaetano Previati (1852-1920) e Giacomo Mantegazza (1853-1920). Non poteva, poi, mancare una parte dedicata all’illustrazione dei personaggi dei “Promessi sposi”. Qui troveremo opere di Silvio Poma, Francesco Confalonieri, Andrea Gastaldi, Matteo Meneghini, Carlo Pizzi. Anche il paesaggio manzoniano avrà il suo spazio. Non si tratta però di dipinti dedicati ai luoghi manzoniani, quanto di opere che ritraggono lo scenario che fa da sfondo al romanzo. Si incontreranno opere di Peter Birmann, Marco Gozzi, Giuseppe Canella, Teresa Mallegori Vitali Sozzi, Vincenzo Bianchi, Carlo Jotti, Filippo Carcano, Giovan Battista Ganzini. La mostra si conclude con il “Romanzo in opera”, ovvero l’analisi del rapporto tra “I Promessi sposi” e la musica. In questo contesto i musicisti più rappresentativi furono Errico Petrella e Amilcare Ponchielli. In mostra si potrà ammirare il pianoforte “Anton Tomaschek” che nel 1869 fu messo a disposizione di Errico Petrella per lavorare alla composizione dell’opera tratta dai “Promessi sposi”. La mostra resterà aperta sino al 13 aprile 2020.

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