2018-08-21

Mandello. Panificio Gatti, 56 anni di buon pane. E di torte e biscotti squisiti

Nel ’63 l’esercizio fu premiato per “il miglior pane della provincia di Como”.

di Claudio Bottagisi
Mai come in questi ultimi anni si è parlato e si continua a parlare della grave crisi che ha colpito i cosiddetti negozi di quartiere, le botteghe di vicinato sempre più schiacciate dalla grande distribuzione.

A questa tendenza non si sottraggono neppure le piccole attività di commercio al dettaglio del Lecchese. Ciò nonostante c’è ancora chi regge alla crisi, al calo dei consumi, alle tasse e alla burocrazia.
E’ il caso del panificio Gatti di Mandello, che in questa estate 2018 ha tagliato un traguardo significativo, quello dei 56 anni di attività. Era infatti l’estate 1962 quando in via Oliveti iniziava l’avventura di un esercizio commerciale che anno dopo anno ha richiamato una clientela sempre più affezionata, arrivando a far breccia nel cuore di numerosi mandellesi.
A muovere i primi passi erano stati i fratelli Irene e Giorgio Gatti, lei in quegli anni dipendente del Consorzio Agrario e lui ancora senza un’occupazione.

Piera Stucchi, la loro madre, aveva rilevato con il marito Giuseppe la licenza ceduta dal titolare di una panetteria a Palanzo e da quel momento aveva preso avvio il cammino del nuovo negozio di alimentari costruito come detto in via Oliveti.
Un’avventura vera e propria, considerato che Giorgio - addetto al forno, dunque alla preparazione e alla cottura del pane - era del tutto digiuno di questa professione.
“A dargli una mano e a dispensargli preziosi consigli - ricorda oggi la sorella Irene - aveva pensato il fornaio di Somana. Noi abitavamo alla “prima luce” e, insieme, io e mio fratello raggiungevamo con il Galletto il negozio all’una e mezzo di ogni notte. Prima c’era il forno a cui badare, poi alle 6 aprivo il negozio e vi restavo per l’intera giornata”.
Già nel ’63 l’esercizio mandellese fu premiato per “il miglior pane della provincia di Como”.
Nel corso degli anni non pochi familiari si sono avvicendati nella conduzione del panificio. Dapprima la moglie di Giorgio, Rina Ambrosioni, con la figlia Bruna, poi -dopo le nozze datate 1965 - il marito di Irene, Enrico Mambretti, e in seguito i loro figli Mauro, Corrado e Graziella, oltre a Giuseppino, figlio di Giorgio, addetto alla distribuzione dei sacchetti del pane.

Ormai da alcuni anni il forno è chiuso, ma la cottura del pane è rimasta per così dire… in famiglia, considerato che ora a rifornire i fratelli Gatti è il forno del nipote, Michele Mambretti. Va però specificato che dal forno di via Oliveti continuano ancora oggi a uscire squisite torte (disponibili anche su prenotazione) e deliziosi biscotti caserecci, autentica delizia per qualsiasi palato, ideali per iniziare le giornate nel modo giusto e con una colazione sana e nutriente.
A non essere cambiato, dal ’62 ad oggi, è poi il rapporto di amicizia con la clientela. “Ci vuole bene e ci sostiene - dice sempre Irene Gatti - e nelle circostanze più significative ci dimostra il suo affetto”.

Il suo “grazie” più importante è però per il Signore. “Lui ci ha dato il dono della salute e quello della serenità - afferma - indispensabili per fare questo lavoro per 56 anni e questo nessuno di noi lo dimentica”.

Già, cinquantasei anni di pane quotidiano, cinquantasei anni di attività svolta con professionalità, entusiasmo e facendo tesoro dell’esperienza maturata in oltre mezzo secolo di lavoro.

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